Una bella analisi sul fenomeno dei Cinepanettoni, con anche una nostra intervista

Articolo e materiali di Mara Cinquepalmi da Pagina 99.
Qui l’articolo originale.

Trent’anni di un genere che ha fatto la storia del cinema italiano. Perché si chiama così, qual è stato il film che ha incassato di più. In attesa della nuova battaglia di Natale.
Quando ti chiedono “Boldi o De Sica?” è un po’ come quando ti mettono di fronte alla scelta “Panettone o pandoro?”. Di questi tempi è molto facile che parenti o amici ti rivolgano la fatidica domanda. Con l’avvicinarsi delle feste si avvicina l’uscita nelle sale dei tradizionali film natalizi: commedie nazionalpopolari, romantiche o per tutta la famiglia, cartoni animati. In Italia, però, la commedia natalizia si è identificata nel corso degli anni con il cinepanettone. Certo, c’è cinepanettone e cinepanettone: alcuni distinguono tra quelli della coppia Boldi-De Sica e quelli in tema natalizio o in uscita nel periodo festivo. Un rito di massa che nel tempo è cambiato, ma a cui non sono state risparmiate critiche feroci e accuse di sessismo e volgarità. Il rito si rinnova anche quest’anno. La gara è tra Ma tu di che segno 6?, commedia firmata da Neri Parenti, specialista del genere, in uscita l’11 dicembre, e Un Natale stupefacente, opera prima di Volfango De Biasi, nelle sale dal 18 dicembre.

In attesa di conoscere chi sarà il vincitore al botteghino, questo Natale cinematografico ha già un suo record. Christian De Sica non è tra i protagonisti dei film in uscita. L’attore romano ha preferito La scuola più bella del mondo, uscito addirittura il 13 novembre e quindi lontano dalla bagarre natalizia.

Snobbati e mal visti dalla critica, amati dal pubblico al punto da sbancare ogni anni i botteghini grazie anche ad una distribuzione massiccia che non lascia molta scelta agli spettatori, i cinepanettoni sono un fenomeno tutto italiano che ha suscitato l’interesse di uno studioso irlandese, Alan O’ Leary, docente dell’Università di Leeds e autore del primo studio dedicato a questo genere cinematografico. Si chiama Fenomenologia del cinepanettone (Rubettino) e in circa 400 pagine analizza il fenomeno e arriva a definire anche un canone del cinepanettone (usato per alcune delle infografiche pubblicate qui).

«Il termine cinepanettone – spiega O’Leary – è stato coniato intorno al 2000, forse da un giornalista, non è un termine tecnico. Ad esempio i film natalizi degli ultimi due anni non lo sono, i cinepanettoni doc sono i film degli anni zero con De Sica e Boldi, scritti da Marco Marrani, Fausto Brizzi e Neri Parenti con la formula della doppia trama. Natale sul Nilo è diverso da Vacanze di Natale del 1983. C’è un altro stile, manca lo sguardo sul confronto tra le classi sociali».

Per convenzione si ritiene che il capostipite di questa lunga tradizione sia Vacanze di Natale di Carlo Vanzina del 1983. Da allora non c’è Natale senza questo genere di film, ma il cinepanettone è una forma cinematografica che negli anni si è evoluta e, come spiega O’Leary, «non ci sono solo le parolacce, è una forma più complessa di quello che ti aspetti. Che cos’è la volgarità? È il linguaggio parlato dalla gente, indica linguaggio del carnevalesco che è quello del mercato. È volgare perché usa e sfrutta il linguaggio del mercato. De Sica è una maschera della commedia dell’arte, che è una forma carnevalesca, liberatoria. La sceneggiatura di questi film è pensata per far ridere tutti, sono film fatti per la sala. Quando funzionano bene, come ad esempio Natale sul Nilo, allora sono una specie di capolavoro del genere».

È curioso come sia un docente irlandese ad aver studiato un fenomeno tutto italiano: «È importante che io sia straniero – spiega O’Leary – perché non sono cresciuto con certi pregiudizi. Quando studiavo in Italia, vedevo i trailer e chiedevo ai miei amici: “Cosa sono?”. E loro mi dicevano “schifezze, tu devi occuparti di Fellini, Pasolini, Rossellini”. Invece, i cinepanettoni vanno studiati. Vorrei dimostrare che hanno una certa dignità che viene dalla tradizione carnevalesca e in quanto tale sono film fatti apposta per suscitare il disprezzo del pubblico benpensante e quello della critica paternalistica, che in Italia c’è sempre stata. Si tratta della tradizione di una critica molto idealista che vuole insegnare al pubblico. Invece, il cinepanettone che non è una forma didattica vuole solo far ridere e questo alla critica paternalistica non va».

Nel corso degli anni il cinepanettone ha allevato una schiera di appassionati come Enrico Tamburini, che nel 2010 ha creato cinepanettoni.it, un sito unico nel suo genere: «L’idea – spiega Tamburini – è nata dal mio interesse per le commedie all’italiana e per quelle cosiddette “trash” che mi hanno regalato tantissime risate e momenti divertenti. Volevo condividere questa passione per regalare un po’ di spensieratezza ai fan del genere come me. Fin dall’inizio il sito è diventato punto di riferimento per gli appassionati del filone e in poco tempo siamo entrati in contatto direttamente con gli attori che ci apprezzano, condividono i nostri post e ci supportano».

Tamburini è un web specialist e ha combinato il lavoro alla passione per il cinepanettone: «Ho creato da solo Cinepanettoni.it nel 2010, all’inizio come contenitore di informazioni e curiosità. Nel tempo il sito si è evoluto, è diventato una piattaforma originale nel suo genere: un viaggio in tutta la commedia all’italiana attraverso vignette con battute, video e colonne sonore dei film. Da qualche mese collabora con me Vittorio Battini, un giovane appassionato che ho conosciuto proprio tramite il sito».

Per alcuni appassionati è un vero e proprio cult il primo film natalizio dei Vanzina che oggi può vantare un sito tematico, Vacanze di Natale, un fan club ed un libro di approfondimento curato da Franco Spiacciarello, cofondatore del fan club. Un film che ha inaugurato un genere, ma soprattutto la pellicola che ha dato voce a quello che molti di noi pensano del Natale, ma non dicono: E anche questo Natale se lo semo levato…

 

Articolo e materiali di Mara Cinquepalmi da Pagina 99.
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